Nella costruzione dell’identità dell’adolescente, alcune cose sono importanti da prendere in considerazione. Fino all’arrivo di questo periodo le principali figure di identificazione per i bambini, quelle che formano la base dell’identità, sono stati i genitori. Tuttavia, con l’arrivo dell’adolescenza altri soggetti, come gli amici o a volte anche insegnati o, perché no, idoli, passano ad occupare un posto importante nella vita dei ragazzi, alcune volte addirittura sostituendosi alla figura dei genitori.
Bisogna tener conto dell’importanza che questi nuovi personaggi acquisiscono nei confronti dei giovani perché questo é il momento nel quale i ragazzi cominciano a proiettarsi in un mondo che va al di fuori da quello familiare, cercando di costruirsi il proprio spazio, la propria identità sociale. Il giovane, attraverso nuovi riferimenti, cerca di staccarsi dal suo vecchio contesto, a volte negandolo – e da qua nascono comportamenti tenuti “ribelli”, alcune volte difficili da comprendere.
Secondo alcuni studiosi, possiamo trovare tre diverse fase di scelte nella vita una persona. La prima è quella con base nelle fantasie infantili, legata alla volontà di “essere grande” dove si compiono scelte gestite unicamente dal piacere e con una prospettiva temporale distorta. Questa fase finisce con un periodo di maggiore realismo, quando le diverse esperienze vissute, soprattutto a scuola, di esito o fallimento, cominciano a modellare nei ragazzi un’immagine vocazionale e sociale.
La seconda fase di scelta, che vai dai 11/12 anni fino ai 17/18, si caratterizza da una maggiore continuità temporale tra presente e futuro ma ancora legata a soddisfazioni immediate tante volte staccate dalla realtà. Gli interessi personali sono più chiari ma per il giovane di questa età è ancora molto difficile immaginarsi e riconoscersi nel futuro.
L’ultima fase avviene con la maggiore età quando il giovane ha molte più capacità cognitive per poter valutare la realtà e per poter riconoscere la necessità di prendere delle responsabilità nei confronti del proprio futuro.
In effetti la scelta della scuola superiore avviene prima che i giovani comincino a preoccuparsi con il proprio futuro professionale ma quando sono ancora alle prede con le preoccupazioni del presente sociale. In questo periodo è molto difficile per i ragazzi che scelgono un determinato indirizzo alle superiori immaginare se stessi nello svolgimento di un lavoro e quando lo fanno sono molto ancorati a modelli di identificazione infantili come ad esempio il lavoro dei genitori o delle figure più vicine.
Nel processo di scelta scolastica e professionale dei ragazzi la famiglia occupa il posto più importante, seguiti da altri familiari e dagli insegnanti. La carica di aspettative che ognuno di questi soggetti addossa all’adolescente è sempre grande anche se molte volte involontaria. Il figlio, ad esempio, rappresenta la continuità della famiglia e l’influenza di questa nel progetto di vita dell’adolescente è sempre decisiva anche quando non è esplicitata. Gli insegnanti che seguono da anni i ragazzi utilizzano il metro scolastico per identificare i meriti e le potenzialità che possono aiutare a trovare ambiti di probabile successo ma molte volte a loro manca la conoscenza dei desideri personali dei ragazzi e delle loro passioni e aspettative. Mettere in chiaro queste influenze e lasciar spazio al giovane per parlare delle proprie aspettative può essere un buon inizio per favorire una scelta consapevole e ragionata.