Si parla tanto delle life skills sia nella scuola sia nel lavoro ed è interessante fare un po’ di chiarezza su questo concetto. Con il termine life skills si intendono quelle abilità di attuare comportamenti positivi che consentano di trovare soluzioni efficaci per le diverse situazioni di vita quotidiana. In altre parole, sono quelle caratteristiche del nostro modo di essere che ci permettono di vivere in modo più sano, felice, pensando al nostro benessere ma anche a quello delle persone che ci stanno attorno. Abilità che riguardano quindi l’empatia, la capacità di comunicare, la soluzione di problemi, la capacità di prendere decisioni, ovvero, cose che facciamo quotidianamente che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diviso in tre dimensioni: Competenze (skills) sociali e interpersonali (comunicazione, assertività, empatia); Competenze cognitive (presa di decisione, pensiero critico, capacità di problem solving, e autovalutazione); Competenze di gestione delle emozioni (gestione dello stress e delle proprie emozioni).
Se impariamo a gestire queste abilità, se capiamo come sviluppare meglio queste capacità possiamo imparare a vivere meglio. Sempre secondo l’OMS, la scuola ha il compito di promuovere l’Educazione alla salute tenendo conto la definizione delle life skills, non come pacchetto da consegnare a studenti e insegnanti ma come pensiero trasversale, come strumento in grado di valorizzare l’azione didattica.
A volte succede che il lavoro fatto a scuola, o anche in famiglia, non sia sufficiente per dare, soprattutto ai ragazzi che devono scegliere la scuola superiore o l’università, la sicurezza di fare la scelta giusta. In questo processo decisionale sono coinvolte le variabili personali insieme a quelle generate dalle aspettative degli altri, connubio che crea un ambiente di stress e di incertezza. Fermarsi a pensare per cercare di rendere questo momento meno drammatico può essere fondamentale per risparmiare frustrazioni future.
Un percorso di Consulenza alla Scelta non può avvenire se non passando per la presa di coscienza da parte del giovane o dell’adulto dell’importanza delle sue competenze personali. La prima fase riguarda la conoscenza di sé, del proprio carattere, dei propri punti di forza, dei propri desideri e valori. Questa conoscenza è quello che ci permette di mettere a fuoco la strada che vogliamo/possiamo prendere. A partire dall’autocoscienza si passa a lavorare sul pensiero critico, ovvero, sull’abilità di valutare le informazioni in modo oggettivo, analizzando vantaggi e svantaggi di ogni possibilità con l’obiettivo di prendere una decisione più consapevole che è in effetti il nostro obiettivo principale: fare in modo che il ragazzo o l’adulto possa esse parte attiva e consapevole del proprio processo decisionale.
Questi tipo di presa di coscienza passerà poi a far parte del bagaglio di strumenti che il giovane ha a sua disposizione. Ad ogni nuova sfida potrà sfruttare delle sue competenze personali per affrontarle e questo è il vero significato di life skills.